2017
Nuova sede Confcooper
Stato
Completato
Luogo
Roma (Italia)

Descrizione progetto
Ristrutturazione edilizia volta alla progettazione di un edificio per uffici.

Committente
Confcooper Società Cooperativa

Equipe di progetto 

  • Architetto capogruppo: It’s
  • BIM: Parallel Digital
  • Strutture: Dedalo Ingegneria
  • Impianti: AG&C Associati s.r.l.
  • Pratiche: Piùtrentanovesei architetti (arch. Giovanni Troisi)
  • Sicurezza: Francesco Bindi
  • Paesaggio: Paisà

Incarico
Modellazione e coordinamento BIM

Classe energetica
Classe G

Superficie
3.530 mq

Budget
5.680.715€

Crediti Immagini 
Francesco Mattuzzi

 

Il progetto per uffici per la nuova sede di Confcooper prevede il recupero di un edificio storico situato nel tessuto consolidato di Roma, in via Torino 153. L’edificio, di fine Ottocento, si articola su sei piani e sviluppa una superficie complessiva di circa 4.000 mq. Il progetto cerca un equilibrio rispetto ai diversi tempi che convivono nell’edificio, creando una dialettica tra tracce originarie  e  segni contemporanei.
Questa è stata occasione di ricerca e sperimentazione per la valorizzazione ed il restauro del patrimonio con un approccio BIM.
La prima fase di lavoro ha riguardato il rilievo dell’intero edificio con scansione laser. La nuvola di punti ottenuta è un modello preciso dello stato di fatto che ha funzione di essere archivio dell’esistente ed anche la base per la restituzione del rilievo in un modello puntuale. Sono stati associati ulteriori informazioni ai componenti geometrici modellati come: le immagini del degrado delle facciate, le finiture presenti, lo stato strutturale e le immagini relative ai vari saggi effettuati in vista dell’intervento.
La sua utilità è emersa ad esempio nel momento in cui sono stati redatti gli elaborati dello stato di fatto: infatti quelli estrapolati dal modello sono risultati più corretti di quelli a disposizione dell’amministrazione, restituendo, una documentazione migliore a favore di una più corretta valutazione dello spazio.
L’intervento è stato delineato quindi sulla base del modello acquisito, mantenendo contemporaneamente due fasi distinte: stato di fatto e stato di progetto. Così facendo, si è resa possibile una costante comparazione tra il “prima” ed il “dopo” senza alcuna dispersione o perdita di informazioni. Inoltre, è bene sottolineare che la modellazione di tutte le discipline coinvolte, architettonica, strutturale e mep, ha garantito la possibilità di valutare la fattibilità dell’intervento in tutte le differenti scale di approfondimento non solo al fine di eliminare le interferenze tra le discipline, ma anche e soprattutto al fine di effettuare un tipo di intervento che non alterasse l’identità consolidata dell’edificio ma la valorizzasse nelle sue specificità. Grazie a questo coordinamento con vari modelli, ad esempio, sin da subito sono stati individuati i tracciati plausibili degli impianti che non interferissero con le murature portanti, e che evitassero una contaminazione delle facciate storiche.
Contestualmente all’aspetto formale dell’intervento, grazie all’interoperabilità di diverse piattaforme coinvolte nel workflow, è stato possibile progettare misurando altri aspetti come quello economico e quello del comfort, i quali hanno condizionato diverse scelte progettuali. Sono state costantemente estrapolate le informazioni contenute nei modelli, da un lato al fine di misurare le quantità dei materiali per ridistribuire queste all’interno del computo delle lavorazioni, portato avanti con la piattaforma Presto, dall’altro, le informazioni sono state esportate, al fine di permettere di approdare sulla piattaforma MC4, dove sono stati effettuati i calcoli e quindi il dimensionamento dei vari impianti con l’obiettivo di garantire il raggiungimento dei parametri di comfort previsti dalla legge 10 mantenendo alta l’efficienza energetica in linea con i principi di sostenibilità.
Per ottenere delle misurazioni corrette, i modelli devono essere completi delle geometrie e delle informazioni necessarie, per garantire ciò ci si è affidati al Visual Scripting: trattandosi di un edificio storico, ci si è confrontati con elementi architettonici non standard e non prefabbricati, la cui “complessità” di modellazione in ambiente Revit è stata affrontata con Dynamo che ha permesso di modellare e gestire, con maggior facilità, componenti come soffitti voltati e controsoffitti costituiti da numerosi pendini in serie. Dynamo, è stato anche di supporto per l’organizzazione e la completezza dei metadati associati agli elementi al fine di garantire il flusso interoperativo descritto.

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